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Test antidroga, il Garante blocca le "Iene"

Il Garante per la privacy blocca le "Iene" e vieta di trasmettere lo scoop sugli "onovervoli tossici". Ma la notizia invece di placare le polemiche politiche le scatena con Alessandra Mussolini che grida alla censura e invoca l'intervento del Parlamento europeo e molti parlamentari che si dichiarano pronti a firmare alle Iene la liberatoria per permettere la trasmissione del servizio....
Info link: http://www.liberta.it/asp/default.asp?IDG=610112018&H=

.... per me è peggio l'intervento del Garante, che il fatto stesso.... Commenti?

Comments

Siccome sono garantista per tutto e per tutti Vi dico quanto segue:
la legge è uguale per tutti (…anche se per qualcuno un po’ di più)
I nostri politici sono cittadini come gli altri ma, dato che sono nostri rappresentanti (e non dipendenti come dice Grillo), dovrebbero dare il buon esempio.
Ciò nonostante hanno gli stessi diritti che abbiamo noi.
La proposta di Casini è estremamente demagogica. È chiaro che vorremmo sapere chi mandiamo in Parlamento ma è altrettanto chiaro che non può essere così.
Se questa legge passasse, quale sarebbe il passo successivo?
Ora i Carabinieri quando ci fermano in macchina ci chiedono libretto, assicurazione, patente e magari ci fanno fare il test con l’etilometro.
Domani potrebbero obbligarci a fare il test per poi segnalarci, se positivi, alla Prefettura come assuntori di sostanze stupefacenti.
Il test effettuato, oltretutto, non dichiara la tossicodipendenza cronica ma solo l’assunzione. Anche quella passiva.
Ora, se dovessero fare il test, anonimo e non riconducibile a Tizio o a Caio, in un ufficio come il Vostro cosa salterebbe fuori?
Magari nulla, ma se anche un solo lavoratore risultasse positivo cosa succederebbe?
Tutti additerebbero tutti.
Mettiamo che il risultato fosse pubblicato: in quel ufficio da 10 lavoratori, 1 ha assunto sostanze stupefacenti, ergo il 10% dei lavoratori di quella azienda è tossicodipendente.
È qui che il Garante ha lavorato. Sul campione preso in esame.
Le Iene si sono difese dicendo che il servizio sui politici è stato cassato e quello sulla discoteca no nonostante le caratteristiche fossero identiche.
Non è così! Prima di tutto il test è stato fatto con l’inganno e poi:
da una parte abbiamo una regione, dall’altra no
da una parte abbiamo una città, dall’altra no
da una parte abbiamo una via, dall’altra no
da una parte abbiamo un luogo ben individuato (Montecitorio), dall’altra abbiamo solo “una discoteca” che non è comunque identificabile dalle immagini
da una parte abbiamo i nomi e i cognomi del luogo ben individuato, dall’altra no.
In sostanza il campione preso in esame restringe troppo il cerchio.
Secondo me il Garante ha lavorato bene anche perché, ribadisco, il test è stato eseguito all’insaputa di chi in quel modo forniva informazioni strettamente personali.
…e poi, pensiamoci bene: in Parlamento abbiamo mandato gente con sentenze passate in giudicato, abbiamo mandato facinorosi (termine minimizzante) di destra e di sinistra e abbiamo mandato pornostars.
Ora ci scandalizziamo se uno si fa le canne o qualche pista?
Lascio a Voi le considerazioni…ciaoooo…Marco

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