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Non è reato scaricare film e musica da internet a patto che non ci sia finalità di lucro

Cari amici

leggete attentamente questa notizia e questa critica fatta dal presidente della SIAE:
vai al link

vorrei sapere con brevi commenti quale sia il vostro parere in merito!

GRAZIE

Comments

Sollecitato dal nostro buon blogmaster mi accingo a commentare questa notizia…
Non ho ancora ben capito se mi usa come portatore della verità (cosa che assolutamente non sono) oppure come creatore di dissidi e fomentatore di risse virtuali (…più probabile).
In ogni modo, mi presto volentieri.
In riferimento a questa "spaventosa" dico che la giustizia italiana ha, ancora una volta, dato il meglio di sé.
È vero che la Legge prevede sanzioni penali in caso di scarico/condivisione di file a scopo di lucro ma è anche vero che dalla Corte di Cassazione ci si aspettava un'analisi della Legge stessa con conseguente interpretazione dei buchi legislativi.
Si sarebbe potuto creare un precedente e, con una sentenza, fare legislatura.
Facciamo un esempio: siamo in 10 ed ognuno di noi compra un CD/DVD diverso e 9 CD/DVD vergini.
Ci scambiamo gli originali e ne facciamo una copia.
Ogni persona avrà quindi 1 originale e 9 copie.
Non abbiamo forse fottuto il sistema?
Ce li siamo masterizzati per il nostro puro piacere personale e non per scopo di lucro.
Ciò nonostante abbiamo creato un danno a quelle case di produzione che la Legge si era proposta di tutelare.
Sono stati utilizzati gli artifizi legali per affossare una Legge proprio per creare danno alle case di produzione.
A parte il fatto che ora tutto il mondo civile ci riderà dietro etichettandoci come i “soliti italiani”, questa sentenza fa capire quanto gli esercita la Legge possa manipolarla a proprio uso e consumo.
Questo è il mio parere da persona civile ma la mia parte “incivile” mi impone di dire anche: in culo alle case discografiche. Quando farete pagare di meno CD e DVD e se il fenomeno napster/winmx/emule/ecc. continuerà solo allora se ne potrà discutere in modo diverso.
Ciao…Marco

E' un cane che si morde la coda. Il prezzo che paghi del prodotto finale, è alto a causa della pirateria. Per farti un esempio quando ci capitò di vendere dei CD anni fa, ti riporto le proporzioni al pezzo in lire:

- 1000 lire all'artista (noi)
- 2000 lire alla casa di produzione (fu la ditta Negatron)
- 3000 lire al canale di distribuzione (fu la ditta Self)
- 10000 lire alla SIAE (!!!)
- 8/10000 lire al negoziante
- il resto IVA

totale 27-30 carte circa, e si fa presto... ovviamente se togli la SIAE, costa già meno, e se il negoziante vendesse 100 volte quello che vende potrebbe abbassare la quota... e quindi il prezzo scende di molto...

C'amma' fà?

secondo me non è il cane che si morde la coda, e nemmeno la solita "italianata". il problema è solo la SIAE e il negoziante (o chi "impone" i prezzi). se di quelle 10000 lire chje vanno alla SIAE il buon Eros Ramazzotti non ne dovesse avere una parte (vero Fausto?) forse ne basterebbero 1000 e se il negoziante invece di 8/10000 ne guadagnasse 4/5000 i cd costerebbero 10/12000 lire ovvero 5/6 euro... forse lo sbattimento in termini di voglia, tempo e qualità del mp3 giocherebbero a favore dell'acquisto dei CD, il negoziante venderebbe di più (almeno il doppio), la SIAE non sarebbe così odiata, gli autori venderebbero più cd e soprattutto la cassazione non dovrebbe perdere tempo a giudicare 2 ragazzi che si fanno i fatti loro...

1.000 lire all'artista (noi)
2.000 lire alla casa di produzione (fu la ditta Negatron)
3.000 lire al canale di distribuzione (fu la ditta Self)
10.000 lire alla SIAE (!!!)
10.000 lire al negoziante
Totale 26.000 + IVA 20% (credo, non conosco l’aliquota) = 31.200 lire = 16,11 euro
Però in negozio, anche nella grande distribuzione, il prezzo di un CD è di circa 25 euro.
Gli altri 9 euro chi se li mangia?
D’accordo, la pirateria è come rubare ma anche fottere denari in questo modo è rubare.
La differenza è che il primo modo è legale, il secondo no.
Per me è pura speculazione. Non tanto della SIAE, che è pur sempre discutibile, quanto le case i produzione e distribuzione.
Certo è che se un CD costasse 15,00 euro, considerato quante vale l’euro oggi, ogni tizio in possesso di una copia non originale dovrebbe essere fustigato sulla pubblica piazza.
Per contro, dato che così non è, va bene la pirateria.
Ora mi rivolgo a Walter. Hai scritto che, sostanzialmente, se il negoziante guadagnasse la metà venderebbe di più, almeno il doppio.
Ti chiedo: tu lo faresti?
Lavoreresti il doppio, magari prendendo qualche dipendente e aumentando i costi, per guadagnare come prima?
Ciao…Marco

Totale 26.000 + IVA 20% (credo, non conosco l’aliquota) = 31.200 lire [cut]


Marco... se l'esempio l'ho fatto in lire è perchè era riferito a un sacco di anni fa... 1999 per la precisione... quindi ora sarà tutto (s)proporzionato e inflazionato e si raggiunge allo stesso modo 25 euro.. era un calcolo che voleva mostrare i fattori costituenti il prezzo complessivo del prodotto.

Non sono tanto d'accordo sul discorso di speculazione che fai... la casa di produzione investe i soldi per far registrare l'artista, e quella di distribuzione per mettere i cd sul camioncino e portarli in ogni negozio.... e tutte e due sommate nel mio prospetto si intascano 5000 lire che era meno del 20% del costo, perfettamente plausibile a mio avviso... è il margine del negoziante e il furto-SIAE... dammi retta... :)

C’è un link interessante http://news2000.libero.it/speciali/sp62/pg4.html (vedere le voci economicamente aleatorie registrazione, promozione, generali ed amministrazione…tutte le altre hanno una percentuale, queste no).
Sono sicuro che le associazioni dei consumatori direbbero diversamente.

C’è un altro link interessante http://forum.nokiaformusic.it/viewtopic.php?t=320&sid=9405f2da68a7d1602900e017eaefbef1
Lo studio effettuato da “Wanadoo - France Telecom – 2001” dice il contrario di ciò che afferma Fausto.
Dice che il 55% del costo del CD è controllato dalle Major.
Magari i francesi non hanno la SIAE e noi sì ma anche calcolando il 5% della SIAE la percentuale delle Major scende solo di 3 punti percentuali.
D’altra parte, perché un CD di un artista sconosciuto costa meno di un CD di Robbie Williams?
Perché per costui non sono stati spesi soldi per contratti faraonici e iperpromozione.

Comunque c’è il modo di risparmiare.
Si può, ad esempio, comprare su www.internetbookshop.it (sito italiano che comprende le spese SIAE).
L’ultimo della Stefani costa 21,44 comprese le spese di spedizione (4,02).
Dal prezzo si evince che non c’è un gran ricarico da parte del venditore che, in questo caso, corrisponde ad un livello superiore delle grande distribuzione.
Quindi un grossista, quindi un qualcuno che gode di prezzi di favore nell’acquisto delle merci.
Lo sappiamo che compro 1 pezzo pago x, se compro 100 pezzi pago y.
Questo è il problema della piccola e grande distribuzione.
Inoltre, se l’IVA fosse stata al 4% e non al 20% il prezzo sarebbe stato di 19,12 euro comprese le spese di spedizione (4,02).

Avendo approfondito il discorso, posso dire di essere, in buna parte, d’accordo con Fausto.
Dico questo perché se IBS mi vende il CD a 21,44 e il Carrefour a 25/27 euro, dove finiscono i restanti 3,56/5,56?
Senza contare del furto, a prescindere, della SIAE.
Oltretutto la SIAE si pare le chiappe contro la pirateria tassando alla fonte i CD/DVD vergini.
Da ignorante: ma la SIAE di cosa si occupa? Cosa fa a fronte della tassazione che impone? (attendo risposte perché non lo so veramente)

Ma il discorso aperto dal Blog Master è un altro: chiedeva se, secondo noi, era corretta la sentenza della cassazione.
Io dico:
- sì dal punto di vista legale (la legge è questa ed è stata applicata)
- no dal punto di vista di chi ha prodotto, in malo modo, certamente, la legge.
Certo è che il compito della Cassazione è anche quello di capire cosa intende il legislatore e, secondo me, pur avendolo capito benissimo ha preferito fare il contrario.

Rimango sulle mie posizioni precedenti: finché ci dissangueranno per acquistare un CD/DVD sarà “lecito” scaricare da internet.
Ma anche quando i costi saranno dignitosi, il problema persisterà. Infatti, nel pensiero comune c’è la frase: “perché devo pagare un qualcosa quando lo posso avere gratis?”

Rimane il fatto che le Major incidono per oltre il 50% sul costo del CD.
La solzione potrebbe essere quella di:
- ridurre il costo SIAE
- ridurre il costo delle Major
- Ridurre i gudagni dei venditori
- Ridurre l'aliquota IVA
Dopo aver fatto tutto questo, solo allora, istituire una politica del terrore contro la pirateria.
Oggi non ci sono i presupposti.
La colpa sarà di tizio, caio o semprogno ma di fatto CD e DVD costano un'esagerazione.
Ciaooo...Marco

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