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03.04.16

Astronomiaxtutti#15 - il moto elicoidale del sistema solare

Amici

siamo tutti abituati a visualizzare il classico moto circolare e piatto dei pianeti attorno al sole; ma nulla è più lontano dalla verità... il sole (come tutte le altre stelle della nostra galassia) si muove, insieme a tutti gli organismi che sono legati ad essa. Il suo moto è uniforme e rettilineo, la sua velocità (costante per noi): 19-20 Km / sec. Sappiamo anche che la Terra gira intorno al Sole ad una velocità approssimativa media di 30 km / sec. Dalla combinazione di questi due moti, uno rettilineo uniforme, gli altri circolari e uniforme in linea generale, il risultato è una traiettoria elicoidale. Questo è il movimento elicoidale della Terra nella galassia, di cui le stelle vicine.

moto elicoidale del sistema solare_welovemercuri.jpg

Se vi ho incuriosito [clicca qui] per vedere una rappresentazione che lascia davvero senza parole...

si trova pochissimo materiale in rete su questa visione del sistema solare in quanto sappiamo ancora molto poco su queste super rotazioni a spirale e sull'energia "invisibile" (o oscura) che spinge le stelle e i loro pianeti...

Una nuova ed affascinante e difficile visione del sistema solare sta per nascere...

18.03.16

Astronomiaxtutti#14 - La Galassia di Andromeda

Cari amici

continua la rubrica dedicata all'Astronomia curata dall'amico Vittorio B. che ringrazio.
Oggi parliamo della mitica Galassia di Andromeda; eccola nella sua magnificenza:

galassia di Andromeda_welovemercuri.jpg

commento di Vittorio
La Galassia di Andromeda (nota talvolta anche con il vecchio nome Grande Nebulosa di Andromeda o con la sigla M31) è una galassia spirale gigante facente parte del Gruppo Locale assieme alla Via Lattea; si trova a circa 2,5 milioni di anni luce dalla Terra in direzione della costellazione boreale di Andromeda, da cui prende il nome. Si tratta della galassia spirale di grandi dimensioni più vicina alla nostra galassia; è visibile anche ad occhio nudo e si tratta dell'oggetto più lontano visibile da occhi umani senza l'ausilio di strumenti di osservazione.
La Galassia di Andromeda è la più grande del Gruppo Locale, un gruppo di galassie formato dalla Via Lattea, da M31 e dalla Galassia del Triangolo, più circa cinquanta altre galassie minori, molte delle quali satelliti delle principali. Sebbene sia la più estesa, sembra che non sia la più massiccia, poiché alcuni studi suggeriscono che la Via Lattea contenga più materia oscura e potrebbe così essere quella con la massa più grande del gruppo. M31 secondo studi recenti conterrebbe circa mille miliardi di stelle, un numero di gran lunga superiore rispetto a quello della nostra galassia.
La Galassia di Andromeda si individua con estrema facilità: una volta individuata la costellazione di appartenenza e in particolare la stella Mirach (β Andromedae), si prosegue in direzione nordovest seguendo l'allineamento delle stelle μ Andromedae e ν Andromedae, in direzione NE/SW, fra Perseo e Pegaso, per arrivare a identificare una macchia a forma di fuso, allungato in senso nordest-sudovest; è possibile notarlo anche ad occhio nudo se il cielo è in condizione ottimali e senza inquinamento luminoso.

[consulta la rubrica] on line su questo blog

La sublime scienza dell'astronomia... eleva la mente dell'uomo allo sdegno per il suo piccolo pianeta e per la sua esistenza momentanea. (cit.)

22.01.16

Astronomiaxtutti#13 - un altro pianeta nel sistema solare?

Cari amici

continua la rubrica dedicata all'Astronomia curata dall'amico Vittorio B. che ringrazio.
Oggi parliamo della recente incredibile scoperta nel "nostro" sistema solare:

nono_pianeta_X_welovemercuri.jpg

commento di Vittorio
Ritorna il fantasma del Pianeta X oltre l’orbita di Nettuno, tanto cercato da Percival Lowell all’inizio del Novecento. Lo avrebbe individuato Mike Brown, proprio l’astronomo che contribuì a far declassare Plutone a “pianeta nano” (2006) per avere scoperto nel 2005 un oggetto nella Fascia di Kuiper più grande di Plutone. Il Pianeta X emergerebbe dalla perturbazione del moto di mezza dozzina di altri oggetti di Kuiper, che risentirebbero del suo influsso gravitazionale.
Il nuovo pianeta avrebbe una massa pari a 10 volte la Terra e dimensioni paragonabili a quelle di Nettuno. Come mai non lo si vede? La risposta di Brown è che è troppo lontano e debole, orbiterebbe a 200 unità astronomiche, cioè 200 volte la distanza Terra-Sole. Inoltre apparirebbe quasi immobile in quanto impiegherebbe oltre quindicimila anni a completare la sua orbita (contro i 165 anni di Nettuno). Lo si potrà effettivamente scoprire solo con la prossima generazione di super-telescopi terrestri e spaziali. Il lavoro, svolto da Brown con il giovane collega Konstantin Batygin (29 anni), è stato accolto da “The Astronomical Journal”. Secondo i calcoli dei due ricercatori – entrambi del California Institute of Technology – la probabilità che si tratti di un errore è solo una su quindicimila. Tra i sei oggetti influenzati dalla massa del Pianeta X c’è anche Sedna, grosso oggetto della Fascia di Kuiper già scoperto da Brown nel 2003. Se sono rose, fioriranno....per approfondire [clicca qui] (fonte coelum.com)

[consulta la rubrica] on line su questo blog

La sublime scienza dell'astronomia... eleva la mente dell'uomo allo sdegno per il suo piccolo pianeta e per la sua esistenza momentanea. (cit.)

19.01.16

Astronomiaxtutti#12 - David Bowie VS Ken Shiro ???

Dopo le 7 stelle di Hokuto... arrivano le 7 stelle di David Bowie in una costellazione a lui dedicata???

7 stelle di David Bowie.jpg

ma!?

Se vi ho incuriosito [clicca qui] per leggere l'articolo completo (fonte corriere.it)

Ringrazio l'astronomica Alessia D. per la segnalazione

11.01.16

Astronomiaxtutti#11 - Congiunzione tra Venere e Saturno

Cari amici

continua la rubrica dedicata all'Astronomia curata dall'amico Vittorio B. che ringrazio.
Oggi parliamo di una spettacolare congiunzione avvenuta pochi giorni fa:

Congiunzione tra Venere e Saturno_welovemercuri.jpg
la foto con telescopio è di Ender Gökçebay, ed è stata ripresa in data 09/01/2016 presso Ataköy/İstanbul

Commento di Vittorio:
Il 9 gennaio Venere ha raggiunto Saturno, avvicinandolo fino a una distanza di circa 5′.
Questa congiunzione è storicamente interessante in quanto sarà la più stretta che si sia potuta osservare dall’Italia da almeno 130 anni a questa parte. Tutte le altre verificatesi nel corso di questi anni, più o meno strette, si sono infatti verificate sotto l’orizzonte o con il cielo troppo chiaro.
Osservando i due oggetti con un telescopio si è potuto apprezzarne l’aspetto reale (Venere in fase e Saturno con anelli e satelliti) mantenendoli in un campo di meno di una decina di primi d’arco.
Un romantico appuntamento tra i due pianeti del nostro sistema solare. Diversi e lontanissimi, per qualche ora i due corpi celesti si sono uniti in uno stretto abbraccio. Almeno dal nostro punto di vista, Venere e Saturno sono apparsi quasi sovrapporsi, mentre in realtà si trovavano a milioni di km di distanza.
Ma non è tutto: la mattina del 7 gennaio, sempre alle ore 6:00, una sottilissima falce di Luna calante si è presentata sull’orizzonte sudest in congiunzione con Saturno e Venere, non ancora così vicini come due giorni dopo, poco alla sinistra dello Scorpione e della sua brillante Antares.
I tre oggetti, alti circa una decina di gradi sull’orizzonte, hanno formato un triangolo isoscele con il vertice in basso. Venere distava da Saturno un paio di gradi, e dalla Luna poco meno di quattro.
Uno spettacolo davvero mozzafiato, specialmente in presenza di un cielo cristallino come solo il mese di gennaio sa di solito offrire.

Fantastico!!! [consulta la rubrica] on line su questo blog

La sublime scienza dell'astronomia... eleva la mente dell'uomo allo sdegno per il suo piccolo pianeta e per la sua esistenza momentanea. (cit.)

12.11.15

Astronomiaxtutti#10 - La Nebulosa Occhio di Gatto

Cari amici

continua la rubrica dedicata all'Astronomia curata dall'amico Vittorio B. che ringrazio. Oggi parliamo della Nebulosa Occhio di Gatto (conosciuta anche con i numeri di catalogo NGC 6543 e C 6) è una nebulosa planetaria visibile nella costellazione boreale del Dragone; eccola in tutto il suo splendore:

La Nebulosa Occhio di Gatto_welovemercuri.jpg

Scoperta da William Herschel il 15 febbraio 1786, la nebulosa planetaria è stata studiata approfonditamente nel corso degli anni; è relativamente brillante, possiede una magnitudine apparente pari a 9,8 e un'alta luminosità superficiale, sebbene le sue dimensioni apparenti siano piuttosto ridotte.
Strutturalmente è una tra le più complesse nebulose attualmente conosciute: le immagini ad alta definizione fornite dal telescopio spaziale Hubble hanno infatti rivelato ampi getti di materia e numerose strutture a forma di arco. Recenti studi hanno portato alla luce alcuni misteri riguardanti l'intricata struttura di questa nebulosa, che potrebbe essere in parte causata dalle emissioni di materia provenienti da una stella binaria situata nella regione centrale. Non ci sono però ancora evidenze empiriche che attestino ciò. Altro mistero tuttora senza spiegazione sono le grandi discrepanze tra le quantità degli elementi chimici ottenute tramite l'utilizzo di diversi sistemi di misurazione.
La parte centrale della nebulosa, più piccola e luminosa, ha un diametro di 20 secondi d'arco, mentre l'alone più esterno, formato dalla materia espulsa dalla stella centrale nella sua fase di gigante rossa, si estende per ben 386 secondi d'arco.
Un vasto ma debole alone di materia gassosa dal diametro di circa 3 anni luce circonda la nebulosa; secondo alcuni studi si tratterebbe di materia espulsa dalla stella durante fasi di attività antecedenti alla formazione della nebulosa planetaria.
Nonostante la mole di studi effettuati, molte cose riguardo alla Nebulosa Occhio di Gatto sono ancora oggetto di studi e controversie. I cerchi che circondano la nebulosa centrale ad esempio sembrano emessi a distanza di alcune centinaia di anni, una scala temporale difficile da spiegare, dato che generalmente le pulsazioni termiche che di solito genera una nebulosa planetaria avvengono ad intervalli di decine di anni o al massimo un centinaio, mentre le piccole pulsazioni superficiali a distanza di anni o decine di anni. Non si è ancora riusciti a trovare una spiegazione del perché questa nebulosa presenti tempistiche così dilatate

Fantastico!!! [consulta la rubrica] on line su questo blog

La sublime scienza dell'astronomia... eleva la mente dell'uomo allo sdegno per il suo piccolo pianeta e per la sua esistenza momentanea. (cit.)

28.10.15

Astronomiaxtutti#9 - Alcol e zucchero dalla cometa Lovejoy

Le comete sono ancora in gran parte sconosciute e ricche di sorprese, ma quella arrivata dalla cometa Lovejoy, dal nome di chi l’ha scoperta, l’australiano Terry Lovejoy, è davvero strana e unica. Dal suo nucleo infatti, esce una grande quantità di alcol etilico, proprio quello presente nel vino e molte sostanze organiche...

cometa Lovejoy_Open_Bar_welovemercuri.jpg

a prescindere dalla fantascienza e dalla ricerca della vita nell'Universo... immaginatevi in futuro un galattico OPEN BAR su una cometa che preleva alcol direttamente dalla stessa per servirlo agli astro-avventori ... MERAVIGLIOSO!!!!!

un ape "costoso" ma... davvero spaziale!!!

Se vi ho incuriosito [clicca qui] per leggere l'articolo completo (fonte focus.it/)

sono sempre più convinto che il futuro della nostra umanità sarà legato a comete ed asteroidi ...

Ringrazio la spaziale Alessia D. per la segnalazione

16.10.15

Astronomiaxtutti#8 - il sistema solare in scala

Per capire quanto sia grande un oggetto bisogna compararlo a qualcos’altro. Tutto dipende dal punto di vista da cui lo si guarda. Un oggetto può apparire grande o minuscolo. Questo vale anche per la Terra.

Per noi che ci viviamo la sua dimensione sembra notevole, ma vista dallo spazio non lo è più. Per capire meglio questo concetto e rendersi conto della dimensioni del nostro sistema solare da non perdere questo video Se vi ho incuriosito [clicca qui]

il sistema solare in scala.jpg

Un sistema solare così non si era mai visto. Ed è l’unico modo per capire davvero quanto siamo piccoli rispetto alla vastità dell’universo.

Rispettando le proporzioni, se la Terra è una biglia, il Sole ha un diametro di un metro e mezzo. I pianeti più lontani nel sistema solare hanno obbligato i ragazzi che hanno creato questo video a sfruttare un’area del deserto di undici chilometri (fonte testo helloworld.it)

SCONVOLGENTE!!!

Ringrazio Emanuel C. per la segnalazione

24.09.15

Astronomiaxtutti#7 - Superluna 27 e 28 settembre 2015

Non avremo un’altra occasione prima del 2033. Ecco perché perdersi l’eclissi della superluna nella notte tra il 27 e 28 settembre 2015 sarebbe un vero peccato. Alla spiegazione del fenomeno, che regalerà al nostro satellite proporzioni insolite e una particolare luce rossastra, è dedicato questo video della NASA, che ricorda anche le rare, precedenti occasioni in cui la superluna si è mostrata nel corso del secolo scorso ....Se vi ho incuriosito [clicca qui] per leggere l'articolo completo e guardare il video.

Superluna_27_28_settembre 2015_welovemercuri.jpg

imperdibile!

Ringrazio la lunatica Alessia D. per la segnalazione

17.09.15

Astronomiaxtutti#6 - L'eco luminosa della stella V838

Cari amici

continua la rubrica dedicata all'Astronomia curata dall'amico Vittorio B. che ringrazio. Oggi parliamo della stella variabile V838 Monocerotis e della sua eco luminosa visibile sulla terra; eccola (foto di dominio pubblico scattate dal telescopio Hubble tra il 2002 e il 2004):


l'immagine si ingrandisce cliccandoci sopra

Commento di Vittorio:
V838 Monocerotis (V838 Mon) è una stella variabile situata nella costellazione dell'Unicorno a circa 20.000 anni luce dal nostro Sistema solare. Agli inizi del 2002 è stata registrata un'improvvisa esplosione sulla stella; inizialmente si è pensato che fosse una delle tipiche eruzioni delle stelle note come novae, ma si è subito capito che si trattava di qualcosa di sostanzialmente diverso. La causa dell'esplosione è ancora incerta, ma sono state avanzate alcune ipotesi, che includono la possibilità che si tratti di un'eruzione dovuta ai processi che stanno portando alla morte della stella o la fusione di una stella binaria o di pianeti precipitati sulla stella. Poco prima di esplodere la stella aveva aumentato il suo raggio fino a una dimensione prossima all’orbita di Giove. Successivamente a quell'evento, la temperatura ha iniziato a salire rapidamente e la sua luminosità è diventata 15.000 volte quella del Sole, mentre il raggio è altrettanto rapidamente diminuito a 380 volte quello del Sole, anche se la materia espulsa ha continuato a espandersi, avvolgendo completamente la compagna di classe B e formando un’immensa nube di gas..
Quello che noi osserviamo attraverso le foto di Hubble è l’eco luminoso che si espande dal momento dell’esplosione permettendoci di vedere i gas interstellari illuminati dal flash che mano a mano si espande. In pratica, tra la foto del maggio 2002 a quella scattata nell’ottobre 2004, il flash sé è allontanato di circa 2,5 anni luce (23 mila miliardi di chilometri!) dalla stella esplosa.
Gli oggetti molto luminosi come le novae e le supernovae, subito dopo la loro esplosione, producono un fenomeno noto come eco luminosa. Sulla Terra, subito dopo il fenomeno, giunge la radiazione luminosa; se la luce, durante il suo viaggio, incontra nubi di mezzo interstellare, essa viene in parte riflessa. A causa di questo percorso più lungo, la luce arriva tempo dopo, producendo una sorta di anelli luminosi in espansione intorno alla stella esplosa. Inoltre, la luce che passa per gli anelli sembra andare molto più veloce della velocità della luce.

Fantastico!!! [consulta la rubrica] on line su questo blog

La sublime scienza dell'astronomia... eleva la mente dell'uomo allo sdegno per il suo piccolo pianeta e per la sua esistenza momentanea. (cit.)

13.08.15

Astronomiaxtutti#5 - La Galassia Sombrero

Cari amici

continua la nuova rubrica dedicata all'Astronomia curata dall'amico Vittorio B. che ringrazio. Oggi parliamo della Galassia Sombrero; eccola (foto di dominio pubblico scattata dal telescopio Hubble):


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Commento di Vittorio:
La Galassia Sombrero (conosciuta anche con le sigle M 104 - oggetto n. 104 del catalogo Messier - o NGC 4594) è una galassia nella costellazione della Vergine. La sua vista di taglio con la sua banda oscura l'ha resa famosa ed è un oggetto privilegiato nella fotografia astronomica amatoriale.
Alcune galassie sono rotonde, mentre altre sono dei dischi piatti a spirale, come la nostra Via Lattea, ma nuove osservazioni infrarosse dello Spitzer Space Telescope, mostrano che la Galassia Sombrero, classificata come Galassia a spirale di classe SAa, ha la particolarità di possedere caratteristiche di entrambi i tipi di galassie. La galassia ha al suo interno un sottile disco di polvere. La scoperta porterà ad una migliore comprensione dell'evoluzione delle galassie, un argomento ancora avvolto in mille misteri.... continua a leggere Download file.PDF

meravigliosa!!! [consulta la rubrica] on line su questo blog

La sublime scienza dell'astronomia... eleva la mente dell'uomo allo sdegno per il suo piccolo pianeta e per la sua esistenza momentanea. (cit.)

23.07.15

Astronomiaxtutti#4 - la Nebulosa Testa di Cavallo

Cari amici

continua la nuova rubrica dedicata all'Astronomia curata dall'amico Vittorio B. che ringrazio. Oggi parliamo della Nebulosa Testa di Cavallo:


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Commento di Vittorio:
L’oggetto di oggi si chiama NEBUOLOSA TESTA DI CAVALLO (in inglese HorseHead Nebula, nota anche come Barnard 33, B33) e si trova nella costellazione dell’Orione, facilmente individuabile nei nostri cieli invernali guardando verso sud, ossevabile anche con un telescopio amatoriale! La nebulosa si trova appena sotto Alnitak, la stella più a est della cintura di Orione e si trova a 1500 anni luce da noi..
È parte di un turbine di gas e polveri, sagomato come la testa di un cavallo, da qui il nome. È una delle nebulose maggiormente riconoscibili e note del cielo, anche se è difficile poterla osservare visualmente: la sua forma caratteristica si può individuare solo attraverso le fotografie dell'area. La prima foto della nebulosa risale al 1888, presa presso l'Harvard College Observatory.
È talvolta confusa con IC 434, che è in realtà la nebulosa a emissione alle sue spalle, di colore rosso, originato prevalentemente da idrogeno ionizzato dalla vicina e brillante Sigma Orionis. La sua massa totale è di 27 masse solari.

Si pensa che la Testa di Cavallo sia l’inizio di un “globulo di Bok” ovvero quello che all’interno di una nebulosa diventerà un “buco scuro” entro cui non sarà possibile vedere nell’ottico, ma solo nelle bande infrarosse quello che succede al suo interno!
Si tratta di una zona di intensa produzione stellare, infatti al suo interno (ben celato dalla polvere cosmica che ne è la componente primaria), vi sono neo-stelle…..ma soprattutto proto-stelle che si stanno formando.
L'oscurità della nebulosa è principalmente causata da polvere densa, anche se la parte più bassa del "collo" getta un'ombra sulla sinistra. I flussi di gas che lasciano la nebulosa sono incanalati da un forte campo magnetico. Le macchie brillanti alla base della nebulosa sono giovani stelle in formazione. Una o più di esse stanno chiamando a loro materiale sufficiente per formarsi. I forti e intensi campi magnetici della regione, stanno creando vortici e spostando masse incredibili di materia che converge verso questi elementi proto-stellari che fra qualche milione di anni innescheranno la loro prima reazione nucleare e grazie alle alte temperature della zona, cominciando così a brillare come stelle vere e proprie, allontanando con il vento stellare i residui di polvere che sono stati la “placenta” entro cui si sono formati.
Il corpo della nube è di fatto una colonna di gas in sovrapposizione con IC 434, da cui emerge una sporgenza nella parte settentrionale (il "naso") che possiede una velocità radiale leggermente superiore, indice che sta subendo una spinta accelerativa a causa delle turbolenze. Le sue dimensioni e il gradiente di velocità indicherebbero che l'evoluzione della colonna di gas è avvenuta su una scala temporale di circa mezzo milione di anni; i modelli costruiti in base a questi dati indicano che la nube potrebbe essere completamente disgregata nel corso di circa 5 milioni di anni.
E’ interessante notare che le foto all’infrarosso del telescopio spaziale Spitzer rivelano colori della “testa” inusuali rispetto alle foto nel visibile riprese da terra o dal telescopio spaziale Hubble.

La sublime scienza dell'astronomia... eleva la mente dell'uomo allo sdegno per il suo piccolo pianeta e per la sua esistenza momentanea. (cit.)

14.07.15

Astronomiaxtutti#3 - Intanto su Plutone...

ecco cosa succede a circa 5 miliardi di km dalla Terra...

Plutone.jpg

Dopo nove anni e mezzo di viaggio nello spazio, alle 13:49 di oggi (ora italiana), la sonda della Nasa "New Horizons" ha compiuto il passaggio ravvicinato su Plutone e in mezz'ora ha scattato molte fotografie che aspettiamo tutti di vedere...

fantastico!

non tutti sanno che la sonda trasporta alcuni oggetti davvero interessanti; tra questi, le ceneri di Clyde Tombaugh che scoprì Plutone nel 1930 ...

10.07.15

Astronomiaxtutti#2 - le Pleiadi

Cari amici

continua la nuova rubrica dedicata all'Astronomia curata dall'amico Vittorio B. che ringrazio. Oggi parliamo delle Pleadi (foto di Marco Lorenzi - fonte www.coelum.com):


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Commento di Vittorio:
Qui abbiamo M45, ossia il 45° oggetto del catalogo Messier: l'ammasso aperto delle Pleiadi. E' una costellazione invernale e in questo periodo è sotto l'orizzonte, apparendo all'alba da agosto, e poi visibile molto bene di notte da ottobre a marzo. Si tratta di un gruppo di giganti blu, stelle di recente formazione (e probabilmente a vita molto breve, poche centinaia di milioni di anni) facilmente visibili con un normale binocolo sopra e a destra della costellazione del toro, a circa 400 anni luce da noi.
Sono dette "le sette sorelle" perchè in condizioni ottimali è possibile distinguere ad occhio nudo sette stelle principali: Alcione (eta-Tauri, la più brillante), Merope, Sterope, Maya, Taigete, Elettra e Celeno, cui si dovrebbero aggiungere Pleione ed Atlas, entrambe appena a sinistra delle sette maggiori. Le nebulose azzurre che le accompagnano sono tipiche degli ammassi giovani: in pratica si tratta di gas e polveri che si stanno compattando e che in futuro formeranno nuove stelle. Il fatto che appaiano azzurrognole è dovuto alla riflessione della luce delle stelle già formate (giganti blu).
Secondo una delle versioni le Pleiadi erano le compagne vergini di Artemide, la dea della caccia. Orione, il famoso cacciatore, che era un porco, le inseguiva per tutta la terra e loro fuggirono nei campi della Beozia. Gli dei si mossero a compassione trasformando le ragazze in colombe e immortalando in seguito la loro figura nelle stelle. Eppure nessuna delle Pleiadi era vergine, quasi tutte giacquero con divinità, tranne Merope, sposata con il noto criminale Sisifo. Lei per la vergogna abbandonò le sorelle in cielo e, per questo motivo, si dice che Merope brilla in cielo meno delle altre stelle che formano le Pleiadi.
In realtà l'ammasso è composto da centinaia di stelle, di un'età media calcolata in 115 milioni di anni. Non lontano da questo gruppo si trova l'altro ammasso aperto nel Toro, quello delle Iadi, non altrettanto appariscente.

La sublime scienza dell'astronomia... eleva la mente dell'uomo allo sdegno per il suo piccolo pianeta e per la sua esistenza momentanea. (cit.)

02.07.15

Astronomiaxtutti#1 - il “bacio” di Giove e Venere

Cari amici

A seguito dell'evento astronomico di qualche giorno fa, parte oggi una nuova rubrica dedicata all'Astronomia curata dall'amico Vittorio B. che ringrazio.
Ecco di cosa parlavo (foto di Mauro Muscas - data 30/06/2015 - fonte www.coelum.com):


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Commento di Vittorio:
In questo caso abbiamo una congiunzione Giove e Venere, visibile dal tramonto fino alle 22 circa, ad Ovest. I due pianeti si sono avvicinati fino a una parallasse di meno di 0.1° alle 22 del 30/6 scorso e saranno in posizione ravvicinata ancora fino a domani, allontanandosi pian piano secondo le proprie traiettorie. Venere, inoltre, ha una magnitudine pari a -4.45, mentre Giove è di magnitudine -1.79, quindi tra i due pianeti è Venere quello più brillante. La prossima congiunzione srà il 27 agosto del 2016.
Nella foto si vedono anche alcuni dei satelliti di Giove.

La sublime scienza dell'astronomia... eleva la mente dell'uomo allo sdegno per il suo piccolo pianeta e per la sua esistenza momentanea. (cit.)